Design comportamentale il secondo stadio del giudizio

Design comportamentale

Tutti gli oggetti con cui veniamo a contatto vengono valutati secondo tre livelli di giudizio. Nella scorsa settimana ho analizzato il design viscerale, il primo stadio. Nel secondo livello si parla invece di design comportamentale ragionamento basato sull’esperienza diretta.


Il design comportamentale: la comodità di utilizzo

 

Il design comportamentale è il giudizio dato dall’approccio utente-prodotto. L’estetica non è più parte fondamentale, conta invece la prestazione. Il prodotto nasce per soddisfare un bisogno della vita umana, se non riesce ad adempiere ad esso, chi la userebbe più?

A cosa può servire uno sgabello su cui non ci si può sedere?

Sedia su sgabello Design comportamentale

Marcel Duchamp Roue de bicyclette

E’ un giudizio lento in quanto risultato di frequenti utilizzi e della valutazione di queste. Spesso gli errori presenti sono occulti, nascosti al primo impatto. Ad esempio il manico di pentola troppo lungo, porta a far cadere la padella se non ci si mette l’acqua all’interno.


I quattro aspetti principali

 

Il giudizio comportamentale si basa quindi su di quattro caratteristiche fondamentali:

funzione, usabilità, comprensione e sensazione fisica

 

Vorrei approfondire il quarto punto ossi la sensazione fisica, ossia il piacere che deriva dall’utilizzo del prodotto.Ad esempio la doccia nasce per lavare il corpo, ma sarebbe valutato in maniera negativa se dall’erogatore uscisse solo acqua fredda.

Se sei maggiormente interessato all’argomento ti consiglio il libro la Caffettiera del Masochista.


 

L’Interaction Designer

 

Troppo spesso non si tiene in considerazione di questo stadio valutativo. Compito di soddisfare tali esigenze legate grava sull’ interaction Designer. Il principale metro di giudizio per valutare l’usabilità è l’osservazione, molti ingegneri industriali creano prodotti dietro una scrivania, una volta usciti sul mercato questi vengono poi dimenticati. Mediante osservazione dell’utente si da il via ad un processo di perfezionamento. L’innovazione è il primo step nella realizzazione di un nuovo prodotto, ma deve essere affiancato da un continuo perfezionamento.


Riferimenti tratti da Emotional Design di Donald Norman


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