Design riflessivo il terzo stadio del giudizio

Rifletti sul design riflessivo

Il design riflessivo è il terzo e ultimo stadio del giudizio.

Il design riflessivo rappresenta il pensiero conscio associato al prodotto.

Nasce da un campo molto vasto, ed è influenzato dalla cultura, dalla società, dalle nostre cerchie dalle esperienze, dai ricordi e dall’immagine che vogliamo trasmettere.


 

Differenza tra bello e attraente

Il pensiero ragionato ossia il design riflessivo, è in grado di modificare pensieri ed opinioni. Prova ad immaginarti di essere in un museo, fermo ad osservare un opera contemporanea, a primo impatto (a livello viscerale) il quadro non ci piace, il colori scelti, il concetto astratto contribuiscono a rendere la nostra opinione negativa.

Design Riflessivo su opera d'arte

Forme uniche della continuità nello spazio è una celebre scultura dello scultore futurista Umberto Boccioni.

Alle nostre spalle capita di origliare una guida, sta spiegando la storia di quell’opera, cosa è riuscito a suscitare perché è stato creato. All’improvviso il valore nascosto emerge, e così anche la nostro atteggiamento verso l’opera d’arte muta. Possiamo quindi delineare l’attrazione e la bellezza. L’attrazione nasce rapidamente, basandosi unicamente sulle nostre emozioni viscerali. Al contrario la bellezza nasce dall’insieme di esperienze, dalla nostra conoscenza, dai nostri interessi. La prima è effimera, la seconda duratura.


Il design Riflessivo: lo stadio su tutti

Il design riflessivo è influenzato sia dallo stadio viscerale, sia da quello comportamentale. Tuttavia il design riflessivo è in grado di modificare l’opinione dei due stadi precedenti. Un esempio? Il Blu Tornado di Gardaland.

Questa giostra nasce con l’unico scopo di far provare paura. Eppure sono a centinaia le persone che si mettono in coda per poter salire. La sensazione di sicurezza dovuta al pensiero che questa giostra è macchina sicura, ci permette di salire e battere la paura. Il design Viscerale cerca in tutti i modi di non farci sedere, ma il nostro livello riflessivo vince ed abbatte la prima sensazione avuta.

 

Riferimenti tratti da Emotional Design di Donald Norman

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